Keramos

Storia...


In Sicilia, dai tempi più antichi, si producono ceramiche.
Con questo termine, derivato dal greco keramos (argilla, vasellame), si disegnano in generale gli oggetti prodotti, modellando la terra e consolidandola con processi di cottura.

Risale, infatti, al periodo della colonizzazione greca una fornace siceliota scoperta a Caltagirone presso il monastero di San Gregorio.

Così sulla nebbia delle ipotesi intorno a certi splendidi reperti vascolari, definiti tradizionalmente di importazione attica, si diffuse l’idea di un artigianato autoctono praticato dai lontani progenitori della comunità calatina.

Non è stato difficile, di conseguenza, scoprire le linee fondamentali della stratificazione storica così come si è sviluppata nel corso dei secoli.

Sono venuti alla luce i frutti di un immenso patrimonio artistico, arricchito nel tempo dalla cultura araba e spagnola e interpretato con raffinata eleganza. Oggi, tutto questo è patrimonio della cultura europea.

I processi di industrializzazione sembrano non aver interessato minimamente Caltagirone, che è riuscita a conquistare l’appellativo di “Isola nell’isola“, privilegiando la tradizione all’innovazione.

Lo confermano le oltre 100 botteghe artigiane che tutt’oggi lavorano la terracotta con i metodi di una volta. Il consistente numero di ceramisti, infatti, prendendo spunto anche dal ricco museo della ceramica presente in città, si dedica continuamente alla rivisitazione di disegni, decori e smalti tradizionali, sviluppando ognuno uno stile unico che rende la propria produzione diversa dalle altre.